CutePoison

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Domenica, Giugno 1 2014

Ode al pene

Egli si erge fiero sopra la brughiera. Egli è purezza e forza. Egli è animato da un'energia misteriosa che lo risveglia e lo gonfia, facendolo levare, rizzato come una colonna. Egli esplora le umide profondità del magico corpo della donna senza aver paura dell'arcano sconosciuto che essa cela dentro di sé e che la unisce al radioso segreto della vita. Egli la cerca e si abbevera alla sua fonte di energia. Egli è Hulk il percussore, Thor la trivella umana, Aldo il montatore. Egli è lo sciupafemmine, il creapopoli, il crescinmano. Sì, stiamo parlando di lui, il pisello, il pene, l'asta, il palo telegrafico, la torre di Pisa, la banana, lo zucchino, il batacchio.

Ode alla vagina

O mia cara e dolce vagina di questo regno tu sei la regina, e che tu sia pelosa o depilata da che sono nato ti ho sempre venerata. O mia splendida e dolce vagina madre indiscussa e fonte divina, sei tu il centro del mio universo, se non ci fossi mi sentirei perso. O meravigliosa e dolce vagina a volte ti dai, a volte no, sei un pò birichina, per tutti gli uomini sei una calamita, per tenerti pulita ti scoperebbero a vita. O vagina vagina, a volte mi fai arrabbiare, ma con te bisticciato non ci so stare, non voglio litigare, facciamo la pace, e adesso fatti ficcare che so che ti piace!

PS. anche se ci sono perdite bianche abbondanti non è un problema!

Sabato, Marzo 22 2014

neruda

Per il mio cuore basta il tuo petto,

per la tua libertà bastano le mie ali.

Dalla mia bocca arriverà fino al cielo

ciò che stava sopito sulla tua anima.

E' in te l'illusione di ogni giorno.

Giungi come la rugiada sulle corolle.

Scavi l'orizzonte con la tua assenza.

Eternamente in fuga come l'onda.

Ho detto che cantavi nel vento

come i pini e come gli alberi maestri delle navi.

Come quelli sei alta e taciturna.

E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.

Ti popolano echi e voci nostalgiche.

Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono

gli uccelli che dormivano nella tua anima.

Questo amore

Questo amore Questo amore Così violento Così fragile Così tenero Così disperato Questo amore Bello come il giorno E cattivo come il tempo Quando il tempo è cattivo Questo amore così vero Questo amore così bello Così felice Così gaio E così beffardo Tremante di paura come un bambino al buio E così sicuro di sé Come un uomo tranquillo nel cuore della notte Questo amore che impauriva gli altri Che li faceva parlare Che li faceva impallidire Questo amore spiato Perché noi lo spiavamo Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato Questo amore tutto intero Ancora così vivo E tutto soleggiato E tuo E mio È stato quel che è stato Questa cosa sempre nuova E che non è mai cambiata Vera come una pianta Tremante come un uccello Calda e viva come l'estate Noi possiamo tutti e due Andare e ritornare Noi possiamo dimenticare E quindi riaddormentarci Risvegliarci soffrire invecchiare Addormentarci ancora Sognare la morte Svegliarci sorridere e ridere E ringiovanire Il nostro amore è là Testardo come un asino Vivo come il desiderio Crudele come la memoria Sciocco come i rimpianti Tenero come il ricordo Freddo come il marmo Bello come il giorno Fragile come un bambino Ci guarda sorridendo E ci parla senza dir nulla E io tremante l'ascolto E grido Grido per te Grido per me Ti supplico Per te per me per tutti coloro che si amano E che si sono amati Sì io gli grido Per te per me e per tutti gli altri Che non conosco Fermati là Là dove sei Là dove sei stato altre volte Fermati Non muoverti Non andartene Noi che siamo amati Noi ti abbiamo dimenticato Tu non dimenticarci Non avevamo che te sulla terra Non lasciarci diventare gelidi Anche se molto lontano sempre E non importa dove Dacci un segno di vita Molto più tardi ai margini di un bosco Nella foresta della memoria Alzati subito Tendici la mano E salvaci.

Venerdì, Marzo 14 2014

Solstizio d'estate

Solstizio d'estate

Qui mi fermo, dove inizia l’estate: già domani la luce sarà breve la notte riprenderà ad espandersi meno remote saranno le stelle.

Come un fuggiasco riparo tra i boschi – non oltrepasso la linea tra l’oggi e il domani.

Giovedì, Febbraio 27 2014

La rana e il bue

Una volta una rana vide un bue in un prato. Presa dall'invidia per quell'imponenza prese a gonfiare la sua pelle rugosa. Chiese poi ai suoi piccoli se era diventata più grande del bue. Essi risposero di no. Subito riprese a gonfiarsi con maggiore sforzo e di nuovo chiese chi fosse più grande. Quelli risposero: - Il bue. Sdegnata, volendo gonfiarsi sempre più, scoppiò e mori. Quando gli uomini piccoli vogliono imitare i grandi, finiscono male.

Giovedì, Febbraio 20 2014

Il gallo in portantina

Un gallo aveva come domestici dei gatti e si faceva portare tutto tronfio in portantina. Una volpe, appena lo vide così fiero e superbo, gli disse: - Guardati da costoro! Fai attenzione all'inganno! Hanno l'aria, se li consideri bene, di portare una preda, non un padrone. Appena la compagnia dei gatti cominciò a sentire la fame, sbranò il padrone e si divise le parti.

Domenica, Febbraio 2 2014

I cani si riconciliano coi lupi

Dissero i lupi ai cani: - Perché voi, che siete nostri simili in tutto, non andate d'accordo con noi come fratelli? Noi, infatti, non abbiamo nulla di diverso da voi, tranne il carattere. Noi viviamo in completa libertà; voi siete sottomessi agli uomini come servi, sopportate le loro percosse, portate il collare, simbolo della vostra schiavitù, e tenete in custodia le loro pecore. Per di più, quando essi mangiano, a voi non riservano che i rimasugli degli ossi. E' ora di cambiare; abbiate fiducia in noi. Consegnateci tutte le pecore, noi le spartiremo in comune con voi, per mangiarcele a sazietà. I cani, purtroppo, prestarono orecchio a questi suggerimenti.

Ed i lupi, penetrati nell'ovile, sbranarono loro per primi, e poi tutte le pecore.

Venerdì, Gennaio 31 2014

Il topo e la rana

Il topo per poter attraversare più facilmente un fiume, chiese aiuto alla rana. La rana con un filo lega ad una delle sue zampe di dietro uno dei piedi anteriori del topo. Quando a nuoto furono arrivati a mezzo del fiume, la rana, tradendo la parola data, si tuffò sott'acqua e si trascinò dietro il sorcio. Morto il sorcio venne a galla e ondeggiava sui flutti. Il nibbio che volava adocchiò la preda: strappò il topo e insieme portò via la rana che era con esso legata. La perfida, che col tradimento aveva attentato alla vita dell'altro, trovò insieme la rovina anche lei e fu distrutta.

Coloro che nuocciono ad altri periscono (a loro volta).

Martedì, Gennaio 21 2014

Il lupo e il cane

Un lupo magro e sfinito incontra un cane ben pasciuto, con il pelo folto e lucido. Si fermano, si salutano e il lupo domanda:

- Come mai tu sei così grasso? Io sono molto più forte di te, eppure, guardami: sto morendo di fame e non mi reggo sulle zampe. - Anche tu, amico mio, puoi ingrassare, se vieni con il mio padrone. C'è solo da far la guardia di notte perché non entrino in casa i ladri. - Bene, ci sto. Sono stanco di prendere acqua e neve e di affannarmi in cerca di cibo.

Mentre camminano, il lupo si accorge che il cane ha un segno intorno al collo.

- Che cos'è questo, amico? - gli domanda. - Sai, di solito mi legano. - E, dimmi: se vuoi puoi andartene? - Eh, no - risponde il cane. - Allora, cane, goditi tu i bei pasti. Io preferisco morire di fame piuttosto che rinunciare alla mia libertà.

Mercoledì, Gennaio 15 2014

La volpe e il corvo

Messer corvo aveva trovato sul davanzale della finestra un bel pezzo di formaggio: era proprio la sua passione e volò sul ramo di un albero per mangiarselo in santa pace. Ed ecco passare di là una volpe furbacchiona, che al primo colpo d'occhio notò quel magnifico formaggio giallo. Subito pensò come rubarglielo. "Salire sull'albero non posso" si disse la volpe, "perché lui volerebbe via immediatamente, ed io non ho le ali… Qui bisogna giocare d'astuzia!". - Che belle penne nere hai! - esclamò allora abbastanza forte per farsi sentire dal corvo; - se la tua voce è bella come le tue penne, tu certo sei il re degli uccelli! Fammela sentire, ti prego! Quel vanitoso del Corvo, sentendosi lodare, non resistette alla tentazione di far udire il suo brutto cra crà!, ma, appena aprì il becco, il pezzo di formaggio gli cadde e la volpe fu ben lesta ad afferrarlo e a scappare, ridendosi di lui.

Martedì, Dicembre 31 2013

Il calvo e la mosca

Una mosca punse il cranio lucido di un calvo. Questi si diede una grande manata per liberarsene. E la mosca, ridendo: - Vuoi castigare con la morte il morso di un così piccolo volatile? Che vendetta vorrai prendere contro te stesso che alla puntura hai aggiunto l'ingiuria di una manata? Il calvo rispose: - Con me stesso è facile pacificarmi, perché so che non avevo intenzione di nuocermi. Ma tu, animale perfido di un genere detestabile, tu, che provi piacere a sùggere il sangue degli uomini, meriti di essere uccisa, anche a costo di un maggiore sacrifico. Questa favola insegna a perdonare colui che casualmente ha compiuto un errore ai nostri danni. Chi di proposito ci ha procurato il male merita, io penso, qualsiasi pena

Sabato, Dicembre 28 2013

Il lupo e l'agnello

Un lupo e un agnello, erano giunti al medesimo ruscello spinti dalla sete; il lupo era superiore (in un luogo più alto) l'agnello di gran lunga in basso. Allora il brigante sollecitato dalla sua insaziabile fame suscitò un pretesto per litigare. «Perché», disse, « mi hai reso torbida l'acqua che bevevo?». L'agnello, timoroso, di rimando : «In che modo posso di grazia fare ciò che ti lamenti, lupo? L'acqua scorre da te alle mie labbra». Quello spinto dalla forza della verità: «Hai sparlato di me, sei mesi fa». L'agnello rispose: «In verità non ero nato». «Tuo padre in verità, quello aveva sparlato di me». E così afferra l'agnello e lo sbrana per un'ingiusta morte. Questa favola è stata scritta per quegli uomini, che opprimono gli innocenti con finti pretesti.

Venerdì, Dicembre 20 2013

LA ZANZARA E IL LEONE

Le persone troppo sicure di sé riescono, a volte, a superare gli ostacoli più grossi ma inciampano spesso nelle difficoltà più piccole.

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Mercoledì, Dicembre 18 2013

La cicala e le formiche

Non bisogna essere negligenti per non affliggersi ed essere in pericolo.

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Lunedì, Dicembre 16 2013

Il leone il lupo e la volpe

Coloro che tramano insidie contro gli altri, se le vedono ritorcere contro se stessi.

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Sabato, Dicembre 7 2013

La volpe e l'uva

C’è chi, non riuscendo, per incapacità, a raggiungere il suo intento, ne dà la colpa alle circostanze.

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Mercoledì, Dicembre 4 2013

La rana e lo scorpione

Una favola tanto per cominciare...

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